martedì 18 ottobre 2011

Non ci posso credere !!!!

Mi vengono in mente le scenette di qualche anno fa di Aldo, Giovanni e Giacomo. C’era il personaggio di Rolando che arrivava sulla scena e, gesticolando forsennatamente, gridava: “Non ci posso credere !!! Non ci posso credere !!!! Non ci posso credere !!!”.
Ci pensavo stasera leggendo sul sito dell’ Unità una dichiarazione di Dario Franceschini: “ Per un pugno di voti in Molise vince il candidato di destra, inquisito, grazie ai voti di Grillo, tolti al centrosinistra. Come in Piemonte”.


Davvero incredibile. Si accusano i Grillini per la sconfitta elettorale e mi sembra un offesa al concetto stesso di Democrazia.
Come se un voto al candidato del PD fosse un gesto dovuto, indipendentemente dal candidato, dalla sua storia, dal suo programma e dalla sua campagna elettorale.

In una Democrazia è assolutamente legittimo che chiunque, anche un ex-comico dal brutto carattere ma portatore di tanti interessanti spunti di riflessione, si candidi se ritiene di doverlo fare. E’ assolutamente legittimo che tanti elettori lo scelgano se non trovano un’alternativa altrettanto convincente. E’ infine assolutamente normale che tanti altri disertino del tutto le urne perché delusi, stanchi, arrabbiati o semplicemente disinteressati alle vicende politiche.

Piuttosto che recriminare, occorre che il PD cominci davvero a riflettere perché non è in questo modo e con questo modello organizzativo che si sconfiggono le destre e ci si libera di Berlusconi.
E’ preoccupante che così tanti dirigenti del PD non si rendano conto delle deficienze organizzative e della incapacità di ascoltare, capire ed interloquire con la gente da parte di tante realtà locali.

In Molise se il candidato della Sinistra fosse stato di Sinistra, siamo davvero sicuri che i Grillini avrebbero preso  gli stessi voti ?

lunedì 17 ottobre 2011

Invito alle Sinistre di Bussero

Bussero è il paese che nell’ultima tornata referendaria ha registrato la più alta affluenza alle urne nell’intera provincia di Milano.
Bussero è anche il paese in cui ancora qualche settimana fa in poche ore sono state raccolte centinaia di firme contro il "Porcellum".
Bussero è un paese in cui ci si incontra, ci si confronta e si discute di politica.
Bussero è un paese di volontariato e di associazioni a servizio della cittadinanza.
Bussero è da decenni un paese di Sinistra.

Ma adesso, come tanti altri, temo che tutto questo possa finire.

L’esperimento del Sindaco Colombo, della sua giunta e del gruppo di controllo del PD locale è fallito. Purtroppo lo avevamo previsto  e siamo stati in tanti  a criticare sin dall’inizio la fretta con la quale si è deciso di tradire il mandato elettorale, si è rinunciato a mediare e ricucire e ci si è lanciati nell’esperienza di in una strana ed “innaturale” alleanza.

Ero tra quelli che avevano criticato nel merito e nel metodo quella scelta.
Nel merito perché, pur riconoscendo la nobiltà di propositi dei protagonisti, sapevamo dall’inizio che qualsiasi alleanza politica, senza un forte “cemento ideale”, è sempre destinata inevitabilmente a fallire. Soprattutto quando la coperta delle risorse è drammaticamente corta.
Nel metodo perché ci saremmo aspettati dal PD una maggiore capacità di ascolto democratico verso i tanti militanti che dissentendo chiedevano nervi saldi, pazienza ed uno sforzo di leadership nel gestire la pur evidente ed oggettiva crisi della coalizione.

Si volle invece trovare una facile via d’uscita in una irragionevole fuga in avanti. Il tempo ed i fatti hanno ben presto archiviato questo inedito capitolo della storia politica busserese.

L’amara conseguenza è che ci ritroviamo oggi a raccogliere i cocci di una Sinistra divisa da profonde fratture, politiche e personali.

Da “Democratico” sono innanzitutto preoccupato per un PD che spero non voglia rinchiudersi in sé stesso, vittima di una “sindrome da assedio”. Mi auguro che ritrovi la voglia ed il coraggio di superare i personalismi, aprirsi alla dialettica, analizzare anche criticamente gli errori e quindi ripartire.

L'invito alle altre forze di Sinistra è di non cadere nell’errore altrettanto grave di isolare il PD. Senza un Partito Democratico forte, aperto e dialogante, il destino dell’ intera Sinistra busserese è segnato. Finiremmo per consegnare alla Destra il paese, pur contando complessivamente in un’ampia maggioranza di consensi.

Da Busserese mi auspico infine che, dopo aver ultimato (senza alcun peso sulla cittadinanza) le opere ed i cantieri già avviati, si abbandoni la via dei grandi progetti e si ritorni a pensare alle vere esigenze della gente: scuole e servizi efficienti, lavoro, sicurezza, illuminazione, viabilità, spazi di incontro, strade in ordine, arredi urbani decenti e tanto verde. 

mercoledì 3 agosto 2011

Il mistero dell'isola di Pasqua

Sempre più spesso, forse condizionati dai colossal hollywoodiani, quando immaginiamo il futuro del nostro pianeta, lo pensiamo in termini catastrofici: terremoti, inondazioni, glaciazioni e sempre pochi e coraggiosi sopravvissuti. Nell’immaginario collettivo il mondo di Terminator sembra aver soppiantato Star Trek e per avvalorare le nostre paure andiamo a recuperare conferme scientifiche nelle grandi estinzioni e catastrofi della Storia umana, naturale e geologica.
Ma il nostro futuro non è affatto già scritto ed anzi è tutto ancora da realizzare. Può essere tante cose diverse, belle quanto brutte. Può essere ricco di nuove scoperte scientifiche che, oltre ad avvicinarci ad una sempre più precisa conoscenza delle leggi che regolano il nostro universo, contribuiranno ad allungare e migliorare le nostre esistenze. Potrà consentirci di viaggiare nello spazio e magari in un futuro molto molto lontano popolare nuovi pianeti, sviluppare e diffondere altrove nell'universo la nostra civiltà.  Tuttavia potrebbe anche essere un futuro di conflitti,  sovrapopolamento, guerre per il controllo di risorse sempre più scarse e perdita di biodiversità. Banalmente dipende soltanto da noi, dalle nostre scelte e dalle nostre priorità.
L’“ottimismo della volontà” mi impone di trascurare le ambientazioni apocalittiche. Tuttavia qualunque scenario di progresso e sviluppo mi sforzi di considerare, è plausibile solo se fondato su un imprescindibile vincolo di sostenibilità. Ricerchiamo un livello di benessere sempre maggiore, qualità della vita sempre migliore e vogliamo soddisfare bisogni sempre nuovi e più vari ma, al di là della opportunità intellettuale e morale di una frustrante rincorsa all’infinito, l’unico tipo possibile di crescita indefinita è quella sostenibile, e cioè attenta ai vincoli ed alle limitazioni poste dal contesto. E’ purtroppo il secondo principio della Termodinamica ad imporcelo.

Rappresentiamo  senza ombra di dubbio un successo ecologico nell’evoluzione delle forme viventi. Siamo tra le pochissime specie ad aver colonizzato gli habitat più diversi ed estremi del nostro pianeta, dal deserto alla tundra, dalle steppe alle paludi, dal deserto ai circoli polari, abbiamo superato di numero i sei miliardi e tutti insieme rappresentiamo oltre 300 milioni di tonellate di biomassa. Le uniche specie che con noi possono rivaleggiare sono quelle che abbiamo addomesticato: bovini, ovini, suini e polli. 
Si può continuare a crescere ma solo salvaguardando gli equilibri naturali e ricercando impieghi sempre più efficienti delle risorse.

Non possiamo dare per scontata la nostra sopravvivenza ed esiste un famoso e clamoroso “esperimento in provetta” a ricordarcelo: l’isola di Pasqua, originariamente un verdeggiante paradiso nel Pacifico ed emblematico esempio di sistema chiuso ed isolato in cui l’impatto dell’uomo ha prodotto una totale distruzione dell’ecosistema e senza neanche l’aiuto di automobili, fabbriche e tutte le altre micidiali “armi” della civiltà moderna. Già prima dell'arrivo dell'uomo bianco, un’irrazionale competizione tra clan causò nel giro di poche generazioni una deforestazione totale dell’isola; la successiva erosione del suolo accompagnata ad un aumento dei livelli di salinità ha impoverì la resa agricola e infine si esaurì il ricco patrimonio ittico, ultima risorsa alimentare. In pratica una civiltà prospera e potente, che aveva convissuto per secoli nel proprio ricco e familiare “habitat”, finì per collassare in uno stato di minima sussistenza.
E’ il caso più emblematico ma l’antropologo Jared Diamond nel suo libro “Collapse” ci porta altri esempi istruttivi, dagli indios Anazasi alle città-stato Maya passando per le colonie vichinghe in Groenlandia.
La terra non deve ridursi ad una enorme isola di Pasqua e per questo è necessario superare l’apparente antitesi tra Economia e Natura, tra una economia che ricerca la crescita e lo sviluppo in quanto antidoti di recessione, depressione, disoccupazione e impoverimento ed una natura, ricca e prosperosa ma finita e tremendamente complessa e delicata.