domenica 16 marzo 2014

Psycology and the Financial Crisis of 2007-2008

During summer 2008 I was working for a large European multinational corporation and it is amazing how  quickly we realized that all our businesses in most different industry segments and all around the world were worryingly slowing. Some months later during an evening dinner I was talking around the table with colleagues from Mexico, US, North and East Europe and we were sorrowfully discussing what we all went though during the Big Global Recession: restructuring, temporary and permanent layoffs, cost reduction programs. And we were not Finance or Real Estate guys... Not at all.
I think that whatever job we had we will remember forever those days.
Therefore it is so important to understand what ultimately caused US house bubble and later the big recession. It is even more important to realize whether this may happen again and how we may eventually avoid it. Especially because, according traditional economics, this could never have happened.
Barberis short and effective summary confirms there is definitely something else to consider.
Personally I am fascinated with this branch of research but before diving into Psychology we should not forget macroeconomics scenario and technical innovations that settled the battleground.
On one hand globalization, free trade agreements and IT innovations challenged and transformed western economies. As explained by Carl Icahn in his beautiful lesson, we lived a kind of new Golden Age.
On one side lots of new services and products (the web, high bandwidth networks, iphones, etc..) on the other hand cheap daily products from low-cost countries.
We did loose lots of traditional jobs but while we were living a very unusual miracle: a “wealthy” low-inflation deindustrialization process.
This was possible because with no risk of inflation governments and central banks injected lots of liquidity into the system. As any over-pressurized pipeline sooner or later fails or explodes, excess liquidity had to blow and burst a bubble somewhere. In the past was gold, bonds or tulips… This time was housing.
Then powerful financial technical innovations in mortgage securities amplified the bubble by dividing, mixing, sharing, reselling and hiding “under the carpet” risks . This was possible only because of absent, distracted and therefore guilty regulators
Having said about macroeconomics context and dangerous innovations, psychology acts as a powerful  “amplifier” during all three phases.
When prices surge we are irrationally blinded by past “patterns” (what happened yesterday and before yesterday will happen tomorrow as well).
When we assess and evaluate risks we are inevitably conditioned by people, bosses, colleagues and our own fears and we easily end up with a nice “internal” story to justify our decisions and actions (I believe same thing happened in Nazi Germany).
Finally when things get nasty and difficult, brain-wired ancestral “fight or fly” strategy takes over. We get scared and we definitely fly … and sell.
After all we are just and simply humans with limited time resources (and not rational microcomputers). How we could possibly evaluate and discount economic impacts of each decision and actions we take ?

venerdì 23 novembre 2012

La mia Sinistra - Perchè scelgo Renzi (2)

A Sinistra possiamo divergere e dissentire nelle analisi storiche ed economiche, negli obiettivi, nelle tattiche e nelle strategie ma c’è qualcosa che davvero ci unisce e ci distingue: noi siamo quelli che NON dicono MAI “ognuno per sé e Dio per tutti”.

Pretendiamo un solido sistema di Welfare;
Crediamo che tutti quelli che cadono devono essere aiutati a rialzarsi; ad esempio, chi rimane senza un  lavoro sia aiutato a trovarlo e supportato nel durante.
Siamo per un sistema universale di Sanità che curi tutti, bene ed allo stesso modo, sia ricchi che poveri.
Vogliamo una Scuola ed una Università di Qualità. E pretendiamo che figli di operai, contadini ed immigrati possano studiare e dare, al pari dei “figli di papà”, il proprio personale contributo alla crescita del nostro paese.
Pretendiamo vera uguaglianza tra generi; ad esempio sostegno ed asili per le donne che lavorano.
In particolare vogliamo regalare una vita vera a chi è sfortunato dalla nascita.
E vogliamo rispetto e supporto per i fratelli emigranti.

Ma non ci basta sognare, gridare e pretendere. Vogliamo farlo per davvero.
Siamo consapevoli che un solido ed efficace sistema di Welfare costa e non possiamo pensare di finanziarlo con altro debito, deficit, inflazione o comunque scaricandolo sulle generazioni future o sui più poveri.

Non basta alzare le tasse se sono sempre i soliti a pagarle.
Possiamo e dobbiamo privatizzare e ridurre il debito pubblico se vogliamo convertire inutile spesa per interessi in utile spesa sociale.
Ma soprattutto per realizzare un Welfare efficace e sostenibile, OGGI e DOMANI, abbiamo bisogno di recuperare Crescita Economica, stimolare gli investimenti privati, semplificare le Burocrazie, modernizzare il paese, eliminare TUTTE le caste, ridurre i costi della POLITICA

Il nostro debito è più caro degli altri perché siamo un paese fermo da almeno vent’anni. E’ ora di cambiare.

L’Italia e la Sinistra hanno davvero urgenza di voltar pagina.
Dopo la parentesi dei Professori, necessaria ad evitare il disastro ma non priva di ombre, errori e compromessi, ad Aprile andremo a votare, scegliendo crescita economica, modernità ed un nuovo patto sociale.

Per questo ho scelto Matteo Renzi.



 

giovedì 22 novembre 2012

Perchè ho scelto Renzi

Si avvicina il giorno delle Primarie ed è fantastico assistere a questa splendida manifestazione di Democrazia Diretta. Cinque diverse anime della Sinistra si confrontano e discutono sul futuro dell’Italia. E saremo noi cittadini a scegliere.

Ad amici e colleghi che fino a qualche giorno fa mi chiedevano per chi avrei votato, ho spesso risposto: “davvero non so… mi piacerebbe molto un Bersani che dicesse le cose che dice Renzi” ed immediatamente mi rendevo ben conto dell’assurdità di quelle mie pretese, evidentemente negate dalla stessa storia e dalle traiettorie politiche dei contendenti. Ero davvero “in bilico” e fortemente combattuto tra l’enorme stima personale per Pieluigi Bersani e l’energia di Renzi.

Alla fine ho deciso di confrontare idee e programmi e scegliere solo in base ad essi. Invito calorosamente anche Voi a fare lo stesso.

Ed ho scelto Matteo Renzi.


1. Ritrovare la democrazia e ridurre i costi della politica.

2. L’Europa dal basso:

3. Ridurre il debito pubblico.

4. Una Pubblica Amministrazione efficiente e trasparente.

5. Semplificare a 360 gradi:

6. Combattere l’evasione e ridurre la pressione fiscale.

7. Aumentare il potere di acquisto delle famiglie.

8. Investire sugli italiani.

9. Combattere la precarietà.

10. Garantire l’accesso al credito per le PMI.

11. Investire dove serve davvero.

12. Diritti all’altezza dei tempi.

13. Valorizzare il modello italiano: cultura, turismo, bellezza.


giovedì 1 novembre 2012

domenica 9 settembre 2012

Beppino

Beppino è uno di noi.

E come tutti noi voleva così tanto bene a sua figlia,
L’aveva vista nascere, l’aveva cullata, l’aveva abbracciata, l’aveva portata a letto, le aveva raccontato tante favole, le aveva accarezzato i capelli mentre dormiva e si era fermato a guardarla ascoltando il suo respiro.

Quante volte avevano giocato insieme; e quante volte gli aveva corretto i compiti e magari l’aveva rimprovata;
e quante volte avevano parlato e l’aveva consigliata;
e quante volte, mentre cresceva, aveva ascoltato i suoi progetti ed i suoi sogni di bambina e di ragazza;
e quante volte aveva sorriso con orgoglio vedendola diventare donna;
e quante volte si era ritrovato ad immaginare nipotini rumorosi che lo tiravano per la giacca;
e quante volte si era preoccupato vedendola uscire alla sera, soprattutto in auto.

La vita è magia, è un incredibile miracolo probabilistico; è un meraviglioso dono di Dio… Chissà. Di sicuro a volte può essere così crudele. A causa di una cellula che impazzisce improvvisamente, di una distrazione, della follia di un pazzo o di una maledetta lastra di ghiaccio. E una notte maledetta Beppino quel suo orgoglio di figlia se l’è visto rubare dal destino.

Io davvero non so che cosa avrei fatto al posto di Beppino dopo aver pianto e gridato fino a svenire.
Forse avrei  cominciato a credere in Dio e mi sarei messo a pregare con tutte le mie forze;
forse avrei venduto la casa e speso tutto affidandomi a santoni o luminari della scienza per nutrire la fiammella di una speranza sempre più tenue;
forse sarei impazzito, magari sarei scappato e chissà se avrei avuto la forza e la voglia di continuare.

Io non so che cosa avrei fatto e che cosa sarebbe stato giusto fare.

Ma chi può davvero dirlo senza esserci passato.
Se la morte è brutta, quanto orribile deve essere rivivere ogni giorno il dramma di una morte congelata;  cristallizzata nel tempo  e nello spazio; l’orrore di una morte che non passa.

Beppino è uno dei miei eroi.
Quanto coraggio ci vuole per addormentarsi consumati dal dolore ogni sera e ritrovare al mattino la forza di combattere per il diritto alla pace eterna di una figlia. E quanta serenità per sopportare i rimproveri e le accuse di tutti quelli che si illudono di sapere e che invece non sanno.

Beppino è un mio eroe perché le storie come quelle di Beppino dobbiamo imparare a portarcele dentro. Ci insegnano a riflettere e guardare le cose dal punto di vista degli altri prima di giudicare ed emettere sentenze.